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Villa Cornaro
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Villa Cornaro

Ville Venete

Pianura dei Dogi

La parte centrale della villa risale alla seconda metà del Cinquecento, con salone passante con soffitto alla Sansovino, quasi a forma quadrata mentre l’ampliamento delle due ali laterali e del sopralzo sembra risalire alla seconda metà del Settecento.

Era una villa di rappresentanza oltre che di nobile residenza di villeggiatura estiva ed era probabilmente dotata di una cappella adiacente di cui non ci sono più tracce se non dei disegni su documenti storici. Del luogo di culto rimane ora a testimonianza una stanza al pianterreno con soffitto affrescato da un ignoto pittore di scuola del Tiepolo, con l’immagine del Padre Eterno Creatore con barba bianca in cielo tra le nuvole, con le braccia aperte, la veste rossa e il mantello blu nell’atto di produrre il Sole e la Luna, racchiuso dentro a strutture architettoniche arrotondate di color marrone/terriccio.

La villa fu abitata dai Cornaro anche prima dei fratelli Alvise e Giacomo che, a partire dal 1661, ne furono i proprietari. Poi passò ai Grimani, quindi ai Morosini infine all’Istituto di Carità, di Venezia (IRE) e, nel 1925, comprata da Basilio Carpenedo per 50.000 lire dall’IRE. Dal 2002 la proprietà è della società S.Stefano Costruzioni srl.

L’interno comprende un salone centrale che attraversa l’intero complesso (detto portego) e quattro grandi sale ai lati disposti simmetricamente. Il soffitto del salone è a travature regolari di legno alla sansovino.

A metà salone sulla destra, una bella porta ad arco, incorniciata in pietra, ci conduce alle scale in pietra che portano ai piani superiori. Il salone centrale del piano nobile, è pavimentato in parquet posato a spina di pesce probabilmente originale del ‘600 / ‘700.

Le stanze principali sono dotate tutte di caminetto con cornice in pietra berica lavorata con lo stile usuale nel seicento. Il restauro ha conseguito di risanare la villa, salvarla dal degrado e riportarla all’antico splendore mantenendo l’insieme della facciata uguale a quello precedente. Sono stati creati spazi a mansarda nei sottotetti, prima non abitabili, mantenendo il più possibile gli ingombri, altezze e le dimensioni originali per un utilizzo della villa ad attività ricettiva.

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