Il Museo Lapidario Maffeiano, fondato a metà del Settecento, è una delle più antiche istituzioni museali pubbliche d'Europa. Il suo nome è legato al marchese Scipione Maffei (1675-1755), studioso veronese di fama internazionale che dedicò oltre trent'anni alla raccolta di centinaia di iscrizioni, affidando all'architetto Alessandro Pompei la costruzione di un luogo adeguato per la loro esposizione e conservazione.
Il museo, chiamato originariamente "Museum Veronense", era concepito come un'istituzione pubblica, garantendo la conservazione dei reperti ed evitando la dispersione tipica delle collezioni private dell'epoca. Per più di un secolo, il Maffeiano fu il museo di Verona per eccellenza, tappa obbligata per i viaggiatori del Grand Tour, tra cui anche J.W. Goethe nel 1786.
L'attuale allestimento, curato dall'architetto Arrigo Rudi e inaugurato nel 1982, riflette solo parzialmente l'ordinamento originario di Maffei a causa delle modifiche strutturali avvenute nel XX secolo. Alcuni materiali, come le urne cinerarie etrusche trasformate da Maffei in quadri, sono ancora disposti nella collocazione originale, mantenendo intatto il fascino storico del museo.