L’attuale edificio, riedificazione e ampliamento del precedente, risalirebbe ai lavori compiuti tra il 1836 e il 1840 su progetto dell’architetto Francesco Ronzani, anche se, nell’elenco delle sue opere, da lui redatto, non risulta. La chiesa è stata anche attribuita a Bartolomeo Giuliari, che nel 1833 propose un progetto, con pronao rettilineo, per la facciata della chiesa.
Quest'ultima è a capanna, neoclassica con due coppie di lesene, ed ospita al centro il portale, accessibile tramite la scalinata. Su di esso sono raffigurati San Pietro, San Zeno e Santa Toscana, richiamando rispettivamente la parrocchia, la diocesi e il paese di Zevio.
Più in alto vi è una finestra a lunetta che introduce la luce naturale nell’edificio, la cui vetrata raffigura il Buon Pastore che consegna le chiavi a San Pietro e agli Apostoli l'incarico come guide dei fedeli.
L’interno della chiesa ha una pianta a croce latina, con un’unica navata recante una copertura costituita da una volta a botte ribassata.
In controfacciata vi è una grande tela che ricorda come il 20 settembre 1882 Santa Toscana abbia salvato Zevio dalla piena dell’Adige, con abitanti del luogo a riferire di aver visto la Santa splendente sulle acque.
Gli altari laterali sono quattro, due per lato, prospicienti tra di loro. Sul lato destro abbiamo gli altari dell’Addolorata e di Santa Toscana; sul lato sinistro quelli di Santo Stefano e della Madonna del Rosario.
Il presbiterio, di due gradini più alto rispetto alla navata, ospita al centro l’altare maggiore, in pregiati marmi policromi. Sui lati vi sono due tele: a destra l’Incoronazione di Maria fra i Santi Rocco e Sebastiano di Pasquale Ottino; a sinistra la Vergine, San Domenico e San Giuseppe di Sante Creara.
Dietro l’altare maggiore vi è l’abside, dove è collocato l’organo.