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Chiesa del Santissimo Nome di Maria
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Chiesa del Santissimo Nome di Maria

Chiesa

Pianura dei Dogi

La prima chiesa di Bosco di Zevio fu edificata nel 1592 per volere del sig. Francesco Servidei come cappella soggetta alla Parrocchia di Zevio e dedicata a S. Francesco.

L’attuale chiesa parrocchiale, originariamente dedicata ai SS. Francesco e Antonio, fu edificata tra il 1848 ed il 1852, per volere del Conte Antonio Perez. Cinque anni più tardi (1857) la chiesa risulta dedicata solo alla Beata Vergine, dedicazione che tuttora mantiene.

L’edificio si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico, dallo sviluppo sobrio e regolare. Due coppie di paraste con capitelli di ordine ionico poggianti su alte zoccolature reggono la trabeazione ed inquadrano centralmente in portale d’ingresso di forma rettangolare. Oltre il portale un’ampia finestra di forma semicircolare illumina l’interno dell’edificio.

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare e presbiterio quadrangolare emergente, rialzato di un gradino e di ampiezza ridotta, concluso con abside a sviluppo semicircolare. L’aula è coperta da una struttura voltata a botte a sesto ribassato, scandita in tre campate da costolonature trasversali modanate, e con due ampie lunette laterali. Mentre il presbiterio è sovrastato da una volta a crociera ornata con decorazioni pittoriche; il catino absidale presenta una decorazione a cassettoni. 

L’interno della chiesa, armonico ed equilibrato nelle linee e nelle proporzioni, presenta i prospetti ritmati da snelle lesene con capitello d’ordine ionico, su cui si imposta un’alta trabeazione modanata. Il presbiterio è introdotto da un arco trionfale a pieno centro con ghiera modanata; al centro della parete absidale una nicchia accoglie l’antica statua lignea della “Madonna in trono con Gesù Bambino”. Ampie finestrature semicircolari con vetrate decorate si aprono nel settore sommitale dei fianchi longitudinali ed in facciata.

La torre campanaria, addossata al fianco settentrionale del presbiterio presenta un fusto rivestito con intonacatura lavorata a finto bugnato. La cella campanaria ad edicola è caratterizzata dall’apertura di un’ampia finestratura a tutto sesto balaustrata, ed è sormontata da una copertura a cupolino in rame poggiante su un tamburo a pianta ottagonale.

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