Una piccola lapide ricorda questo episodio della Seconda Guerra Mondiale: tre giovani vennero arrestati il 31 ottobre 1944, in quanto disertori dell’esercito repubblicano, sul ponte che attraversa l’Adige a Legnago. Furono poi immediatamente rinchiusi nelle carceri della sezione legnaghese della Brigata Nera. In seguito i tre definirono un piano per l’evasione ma rimasero vittime della delazione di un soldato tedesco che conosceva l’Italiano. Il comando della Brigata Nera li lasciò fare. Mentre, nel cuore della notte, i tre tentavano di scavalcare il muro di cinta della caserma furono falciati da una sventagliata di mitra. I corpi furono consegnati al custode del cimitero e sepolti senza bara e senza un nome, con i soli numeri 648, 649, 650. . Oggi i loro nomi sono ricordati da una lapide a metà di via Marconi.