Raggiunto il sospirato traguardo dell’unificazione parrocchiale, i fedeli di Bonaldo si trovarono a dover fronteggiare il problema che la vecchia chiesa era ormai decadente per la sua vetustà e a malapena riusciva a contenere tutta la popolazione.
Si rendeva quindi necessaria la costruzione di una nuova chiesa, anche se dispiaceva lasciare andare in rovina quell’edificio antico a cui la gente era particolarmente legata. Venne infatti abbattuto otto anni dopo la costruzione della nuova chiesa nel 1893 e dopo molte perplessità, mentre il campanile rimase in piedi più a lungo.
Durante la demolizione vennero portate alla luce tre tombe, ritenute appartenere a defunti dell’importante e prestigiosa famiglia dei Bonaldo.
I lavori per erigere il nuovo luogo di culto incominciarono con la posa della prima pietra, il 28 luglio 1878. I lavori si protrassero per sette anni e si conclusero con la benedizione dell’edificio il 21 novembre 1885. Ne scaturì un monumentale edificio, a mezzo colonnato, di stile neoclassico, dalle simmetrie perfette, dalle linee armoniose ad unica navata.
Inizialmente, la chiesa di Sant’Apollinare di Bonaldo era dotata di cinque altari: quello del SS. Sacramento o altare maggiore, l’altare dell’Immacolata, della Madonna del Rosario, di Sant’Antonio e di San Giuseppe.Attualmente, pur conservando la loro collocazione iniziale, hanno subito qualche variazione nell’intitolazione. Ritroviamo infatti l’altare maggiore dedicato al patrono Sant’Apollinare, quello dell’Immacolata Concezione, del sacro Cuore, di Sant’Antonio di Padova, di San Giuseppe e della Madonna della Salute nella “cesolina”.
All’interno della chiesa si possono ammirare diverse opere d’arte, tra cui affreschi e sculture che raccontano la vita di Sant’Apollinare, santo patrono di Zimella. Le decorazioni murali, frutto del lavoro di artisti locali, testimoniano la devozione della comunità e la ricchezza della tradizione artistica del territorio.
La chiesa è dotata: della statua della pietà, che rappresenta la Madonna con il Cristo sul grembo, benedetta da S.S. Pio X; della statua di Santa Teresa, acquistata nel 1926 in occasione del 25° anniversario della venuta delle suore a Bonaldo e dell’istituzione della scuola materna; del trono processionale (in legno), acquistato nel 1900 dalla Confraternita del SS. Sacramento; della Via Crucis in terracotta, le cui formelle sono state eseguite dal maestro ceramista Giovanni Petuccio di Nove di Bassano, dopo la seconda guerra mondiale; dell’acquasantiera in marmo che potrebbe essere stata dell’antica chiesa.