L’Abbazia di Villanova con il campanile, gli edifici monasteriali e la corte rurale, costituisce un vasto complesso che per secoli ha controllato ed amministrato l’esteso territorio che la circonda. La costruzione della chiesa è probabilmente avvenuta nella seconda metà dell’XI secolo, anche se ciò che vediamo oggi è frutto di una ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1117 sommata ai vari restauri avvenuti nei secoli XIV-XV e XVII-XVIII.
La facciata dell’Abbazia di Villanova ha i caratteri stilistici tipici dell’architettura romanica veronese, con ancora visibile l’impronta del protiro pensile sopra il portale, tipico di tutte le chiese romaniche di Verona. La zona absidale romanica mostra diverse lavorazioni che testimoniano le successive ricostruzioni.
L’interno della chiesa mantiene l’originaria struttura a tre navate con pilastri e colonne alternati. Gli affreschi sono stati realizzati tra la prima metà del XIV secolo e il secolo XV; anche le sculture sono del XV secolo, mentre gli altari di marmi policromi, la scalinata che sale al presbiterio e gli angeli addossati ai pilastri sono di epoca barocca. Anche la copertura delle navate con volte a crociera è barocca.
Completamente romanica è invece la suggestiva cripta, sorretta da snelle colonne e da volte a crociera.
Dal presbiterio si accede al robusto campanile, reso visitabile fino alla cella campanaria di stile tardogotico innalzata sulla torre romanica. Si può inoltre accedere al chiostro quattrocentesco che racchiude l’ Orto dei semplici, all’ Erboristeria ed altri locali dell’antico monastero. Al piano superiore del chiostro si trovano il Museo storico delle due guerre mondiali, il Dormitorio e la Foresteria che ospita attualmente un piccolo Museo della Civiltà contadina e lo Scriptorium (Mostra della scrittura dagli amanuensi all’invenzione della stampa). Tornando al piano terra la visita continua con il Museo storico-archeologico e d’arte sacra con reperti e arredi di proprietà dell’ Abbazia, e il Museo Civico geopaleontologico e dei fossili “Abate don Giuseppe dalla Tomba”.