Un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano arriva in esposizione a Verona in occasione dei cento anni dall’inaugurazione del Museo di Castelvecchio (1926-2026).
La mostra, allestita in Sala Boggian, ruota attorno alla straordinaria Venere con cane e suonatore d'organo di Tiziano, una delle immagini più raffinate e seducenti della pittura del Cinquecento, protagonista di un originale percorso che intreccia arte, musica dipinta ed eseguita e pensiero umanistico.
In dialogo con l’opera di Tiziano saranno esposti altri due celebri esempi della pittura veneziana: la Contesa delle Muse e le Pieridi di Jacopo Tintoretto, delle collezioni di Castelvecchio, e il famoso Autoritratto con spinetta degli Uffizi, dipinto dalla figlia del maestro, Marietta Robusti, che fu pittrice e musicista.
Il percorso espositivo racconta come, nel pieno Rinascimento veneziano e veronese, la musica fosse molto più di un accompagnamento alla vita di corte. Era linguaggio dell'amore, metafora dell'armonia del cosmo, simbolo di conoscenza e bellezza.
Un tratto di grande interesse del progetto deriva dal fatto che accanto ai dipinti saranno esposti anche gli strumenti realmente raffigurati nelle opere: cornetti, flauti rinascimentali, libri di madrigali e manoscritti e a stampa originali provenienti dall'Accademia Filarmonica di Verona, la più antica accademia musicale d'Europa.